


Le aziende attive nei settori della pavimentazioni industriali, dei massetti e dei rivestimenti continui in resina hanno come punto di riferimento un’associazione: la CONPAVIPER.
CONPAVIPER nasce nel 2003 dalla unione di CON.PAV.I. (Associazione Italiana Imprese di Pavimentisti Industriali) e A.I.P.E.R. (Associazione Italiana Pavimenti e Rivestimenti), due precedenti associazioni, con l’obiettivo specifico di dare vita ad una sorta di istituzione capace di dare voce all’intero settore. La sua autorevolezza le ha consentito di promuovere e diffondere le giuste indicazioni ai fini di un corretto sviluppo di materiali, attrezzature e procedure di lavoro e di permettere a diverse realtà di valore di diventare socio CONPAVIPER.
CONPAVIPER ha ottenuto riconoscimento giuridico e riunisce ben più di 100 aziende attive nella realizzazione di pavimenti e che forniscono servizi di consulenza e progettazione per la loro realizzazione. Con grande orgoglio, oggi, possiamo a gran voce dire di essere una di quelle aziende.
Entrare in CONPAVIPER significa:
CONPAVIPER ha esaminato attentamente l’azienda Leonardo Laino, prendendo visione dei prodotti, delle loro caratteristiche e delle nostre modalità operative. Ha interagito con tutto il nostro capitale umano e avuto la possibilità di apprezzare la cultura, la cura e l’attenzione che mettiamo nei nostri progetti, oltre alla loro indiscutibile capacità di apportare benefici al benessere delle persone.
Leonardo Laino utilizza solo prodotti certificati e altamente sicuri per la salute di chi ne usufruisce ed è per questo che siamo diventati, con grande orgoglio e senso di responsabilità, soci CONPAVIPER. Potrebbe sembrare un traguardo, invece è solo l’inizio.

La nostra continua ricerca sia in termini estetici che in materiali innovativi ci ha portato ad unire la ventennale esperienza dell’arte musiva all’esperienza delle superfici continue. Con un tuffo nel passato abbiamo attualizzato ciò che nel mondo delle pavimentazioni veniva considerato un classico. Immaginando un concept dal design moderno, abbiamo dato vita ad un’idea moderna di seminato alla veneziana e, quindi, ad un nuovo modo di concepire il “terrazzo”.
Nessuno in quegli anni ha immaginato il grande eco che questa idea avrebbe creato nei secoli a seguire. Il seminato alla veneziana ha impreziosito e decorato i palazzi più eleganti e le residenze più sfarzose. Per secoli è stata la tecnica di rivestimento a pavimento più utilizzata negli ambienti di lusso. La grande versatilità ha stuzzicato la fantasia dei creativi, l’utilizzo di graniglie di marmo a mo ‘di mosaico hanno dato pregio ad ambienti importanti. Una tecnica comunque importante ed impegnativa con dei limiti che hanno portato più volte problematiche di fessurazione o peggio di distacco delle graniglie.
Oggi attraverso l’utilizzo di leganti tecnologicamente avanzati abbiamo messo in campo la nostra nuova idea di seminato alla veneziana.
In base alle esigenze progettuali, i leganti possono essere di due tipologie:
L’importanza del pavimento diviene sempre più primaria. Crea identità e rispecchia la personalità. Da oggi aggiungiamo un tassello prezioso alla nostra gamma di superfici, perché vivere nel bello significa star bene.

Vi ricordate della svolta epocale di cui parlammo nell’ultimo articolo? L’avvento delle cementine e delle graniglie decorate ha apportato grandi cambiamenti al mondo dell’edilizia e, oggi, il recupero e il restauro di pavimenti di questo tipo sta avendo un nuova storia. Come professionisti del settore, il nostro compito è quello di trasformare per restituire fascino. Nei prossimi paragrafi illustreremo come effettuare un intervento di restauro di un pavimento in graniglia decorata con un recente lavoro di recupero effettuato a Roma.
Le tecniche principali di recupero di un pavimento in graniglia sono due: la microlevigatura e la levigatura. La prima consiste nella pulizia dello strato finale con la rimozione delle stratificazioni causate dallo sporco e dai trattamenti subiti. La seconda è la lucidatura. La particolarità di questa tecnica sta in un lavoro non invasivo che lascia la superficie inalterata nella sua struttura di posa, quindi i leggeri dislivelli tra una mattonella e l’altra rimangono, le fughe pulite vengono risigillate con l’utilizzo di malta cementizia neutra o colorata. La levigatura, invece, è un processo più invasivo e non sempre realizzabile. Il fattore che la determina è lo spessore dello strato nobile e il livello di posa. Per questa tecnica vengono utilizzati degli utensili diamantati con forte potere abrasivo in grado di livellare la superficie ed eliminare i dislivelli tra le mattonelle. Se nel primo caso la superficie viene “accarezzata”, in questo caso viene “spianata”.


Il livello di assorbenza di un pavimento in graniglia è, per sua natura, molto alto; una delle tecniche di saturazione dei pori, nel tempo, è stata la ceratura, ecco perché non è strano quando si interviene su pavimentazioni vecchie trovare un importante stratificazione di cere.
Oggi l’idea è quella di lasciare la superficie il più naturale possibile: l’utilizzo di prodotti stratificati che alterano sia al tatto che cromaticamente la superficie sono da evitare. Di fronte ad un pavimento centenario, fatte le operazioni sopra descritte, dobbiamo porci la questione di mantenere più inalterata possibile la superficie. L’intento è di rispettare la sua natura rendendola funzionale ai giorni nostri. L’utilizzo di prodotti consolidanti e idrorepellenti come il silicato di litio, per esempio, fa sì che in fase di restauro la superficie riacquisti la giusta durezza ed un grado valido di assorbenza.


Di recente siamo stati nella capitale per realizzare un importante lavoro di recupero pavimenti. L’intervento si è articolato in più fasi, vista la storicità dell’edificio. Parliamo di un palazzo progettato dall’architetto Busiri Vici e costruito tra gli anni ’20 e ’30 del secolo scorso. Abbiamo seguito la filosofia del “rispetto”, cercando di mantenere inalterata la storia di questi pavimenti. La superficie presentava più strati di cera interposti a sporco e questo generava una patina che comprometteva la bellezza delle forme e dei colori. Abbiamo eseguito, all’interno, una microlevigatura con pad diamantati grana 60 e 120 per arrivare allo stato madre e chiudere lo stesso con pad 400 e 800. Abbiamo poi provveduto a “nutrire” il materiale con un preparato a base di cere naturali per tonalizzarlo, proteggerlo e donare brillantezza e durabilità. Altro intervento importante è stato fatto lungo le fughe tra una mattonella e l’altra; le abbiamo svuotate, pulite e stuccate con specifico formulato cementizio a colore.
Abbiamo scelto di rispettare sia la storia della superficie che i materiali originari e abbiamo utilizzato leganti cementizi con inerti naturali in marmo, evitando nel possibile materiali che si distaccassero dal concept iniziale.
La presenza sia a pavimento che a parete di superfici originali hanno generato in noi la sfida di rendere attuali e funzionali le aree da bagno. Per le pareti abbiamo identificato un sistema di stratificazioni epossicementizie con finiture poliuretaniche dallo spessore medio di 3 mm. Per i pavimenti, invece, abbiamo optato per un sistema autolivellante epossidico con spessore medio di 4 mm. Ecco il risultato finale.






Da qualche anno a questa parte il mondo dell’interior design ha riscoperto le decorazioni. In questo contesto nasce la necessità di recuperare pavimenti in graniglie e cementine, pavimenti protagonisti, un secolo fa, di molteplici residenze.
Abbiamo accolto con entusiasmo il ritorno di questi pavimenti e da mosaicisti di esperienza e conoscitori del mondo del recupero delle superfici lapidee, oggi possiamo con orgoglio dirci esperti di restauro di pavimenti in graniglie e cementine.




Il mondo delle decorazioni a pavimento, nei secoli, ha avuto un incredibile sviluppo dettato dall’utilizzo di tecniche di alta manifattura e materiali di pregio. Pavimenti in opera musiva (mosaico) , pavimenti in tarsie lapidee (marmi e affini) o in terrazzo alla veneziana (seminato) sono solo alcune delle declinazioni decorative nate dal progresso dei materiali di impiego e dalla specializzazione della manodopera.
Fu a cavallo tra l’800 e il ‘900, con l’industrializzazione dei processi produttivi, che nacquero i primi famosi pavimenti in cementine e in graniglia. Parliamo di una svolta nel mondo dell’architettura d’interni: produrre in serie mattonelle con decori era un’assoluta novità.




La differenza sostanziale tra le cementine e le graniglie sta nel fatto che le prime hanno uno strato nobile (decoro) costituito da un impasto di cemento e coloranti in polvere; nelle seconde, invece, all’impasto vengono aggiunte delle graniglie. Questo va a richiamare l’idea del terrazzo alla veneziana sopra citato.
La stratificazione del manufatto è composta da un primo strato di cemento colorato e un secondo strato composto da cemento e inerti (sabbia). Il tutto va sotto pressa e diventa compatto. Segue la fase di asciugatura e la successiva levigatura. Un pavimento in graniglia ha lo stesso processo produttivo. In termini di produzione la totale assenza di cottura è ciò che le differenzia dalle ceramiche dipinte a mano di Vietri, per esempio. È evidente come l’avvento della produzione delle cementine e delle graniglie fu una svolta epocale e di come lo sia ancora di più il fatto che siano tornate in auge in tutta la loro magnificenza. Il loro ripristino non le rende una scelta economica come lo divenne ad un certo punto della loro storia la posa. Il recupero di questo tipo di pavimenti, oggi, è richiesto soprattutto all’interno di palazzi di valore o contesti importanti e di alta memoria storica. Rimane, tuttavia, affascinante, non solo ciò che possono raccontare del prima ma ciò che possono ancora rappresentare con le moderne tecniche di ripristino impiegate.
Come detto in precedenza, il restauro di questo tipo di pavimenti è stato per noi oggetto di approfondito studio e ci ha consentito di diventare esperti del settore. Possiamo, oggi, garantire uno straordinario lavoro di recupero, come fatto nel recente periodo con un restauro cementine a Roma, in un palazzo epocale. Non vediamo l’ora di mostrarvi il risultato.

L’esigenza di design di creare superfici multisensoriali ha permesso la nascita di nuove tipologie di finiture. La resina decorativa è una di queste ed è un tipo di resina in cui ciò che fa la differenza non è unicamente il suo livello di Gloss, ma anche il suo livello di profondità. Si tratta di finiture composite il cui potenziale è quello di riuscire a solleticare i cinque sensi con la loro matericità tattile.
Più nello specifico, nelle prossime righe, parleremo dell’effetto Soft Touch, una colorata carezza in grado di suscitare emozioni.
La resina decorativa nel suo effetto soft touch è, tecnicamente, una finitura (molto elastica) bi-componente; è formulata con microcariche opacizzanti e microfibre in grado di conferire volume alla superficie. Come già detto, una delle sue peculiarità è la profondità. Una superficie quando meno riflette tanto più è profonda: questo è il concetto da cui partire per comprendere le caratteristiche di questa finitura. La sua particolare composizione ha un livello di riflessione uguale a 0 ed è proprio questo aspetto che, per esempio all’interno di una parete attrezzata, le permette di non invadere ma solo di accompagnare l’ambiente. Unendo questo aspetto alle microfibre di cui è composta otteniamo, otticamente, un effetto profondità eccellente. Oltre a solleticare la nostra vista, questa tipo di finitura ha una particolarità tattile. È in grado di emozionare con una carezza e come una carezza: toccandola, ciò che si sente sotto le mani è la morbidezza del velluto. Rivestire una superficie con questa finitura significa, inoltre, dare morbidezza ottica ai volumi. Non esisteranno eccessi di luci ed ombre sovrapposti tra loro bensì un graduale e piacevole chiaro scuro.
La composizione particolare della resina decorativa si presta benissimo a rivestire sia superfici verticali che manufatti. Meno indicata, invece, su pavimenti e superfici soggette a calpestio. La presenza di microcariche opacizzanti e di microfibre potrebbe facilmente creare l’effetto impronta o l’effetto lavagna sui colori scuri, ecco perché consigliamo di prenderla in considerazione solo in casi specifici. Essendo una finitura bicomponente ha una grande resistenza sia al tatto che agli agenti chimici e atmosferici, è un tipo di resina totalmente smacchiabile e di facile pulizia.






Un tipo di rivestimento resina con effetto Soft Touch recentemente realizzato da noi è questo rivestimento di un pannello-porta scorrevole. L’abbiamo chiamata porta Magic perché è diventata un elemento di arredo di forte impatto, e questo non può che giovare alla sua funzionalità. Ispirata all’artista Ettore Spalletti, la sua realizzazione parte dal suo concetto degli azzurri e dalla morbidezza dei volumi caratteristica del suo fare. Abbiamo dato vita ad una superfici monocromo soft touch con punto di riflessione 0 in grado di dare alla superficie profondità quasi infinita. Il suo punto di interruzione è delimitato da un gesto: un taglio netto, angolare, rivestito in oro, segno distintivo dell’artista. Il pannello è supportato da un sistema a scomparsa totale che fa si che si crei l’effetto sospeso. La porta Magic è un prodotto artistico, di forte ispirazione e di grande impatto, di cui andiamo particolarmente fieri.
Chiudete gli occhi e lasciatevi emozionare dall’effetto soft touch.







L’utilizzo della resina per rivestire le pareti è la scelta che oggi può dare libero sfogo alla tua fantasia, ecco perché ti spiegheremo come la scelta di pannelli decorativi in resina può migliorare l’impatto della tua ristrutturazione.
L’impiego dei pannelli per decorare gli interni della propria casa sta diventando sempre più frequente. I pannelli decorativi, infatti, costituiscono una soluzione pratica ed originale, oltre che economica, e aiutano ad arricchire di esclusività ogni tipo di ambiente. Si tratta di una scelta frequente non solo nel rinnovo di living e della camera da letto, ma anche nelle sale da bagno che vengono così divise in modo scenografico. Parliamo di prodotti altamente performanti e a basso impatto ambientale, cosa che li rende sicuramente di forte appeal.
Nella maggior parte dei casi, qualsiasi sia la zona scelta, il manto in resina viene applicato direttamente sulla parete, a prescindere dal fatto che si tratti di intonaco o piastrelle. Ne parlammo qui, ricordi? L’opzione pannello, invece, risulta una grande opportunità quando non si vuole o non si può aprire un “importante” cantiere di lavoro.
Nel mondo dell’interior design la presenza di pareti decorate è oggi elemento essenziale nella progettazione delle superfici, dal salotto alla camera da bagno i pannelli decorativi in resina costituiscono la soluzione ottimale.
La possibilità di personalizzazione fa si che il loro stile vada dal classico al moderno, dal nordic chic all’industrial. La loro impermeabilità totale li rende ideali per pareti doccia e pareti lavabo perché la loro continuità non subisce, per esempio, l’umidità. Questa stessa caratteristica permette di avvalorare la presenza di questi pannelli anche in cucina. Uno schienale paraschizzi così composto è in grado di percorrere tutta la lunghezza della parete, resiste al calore trasmesso dai fuochi ed è facile da pulire. Ricordi le classiche fughe che diventano spiacevoli ricettacoli di sporco? Ecco, con un pannello in resina puoi dimenticarle.
Se la tua idea di rinnovare casa o solo una stanza ti sembrava da accantonare, sappi che adesso puoi farlo con costi contenuti e tempi brevissimi. Aumenta il valore estetico degli ambienti che vivi, scegli la texture e il design che più ti rappresentano. Noi penseremo a tutto il resto.

La resina ha un ruolo centrale nella creazione di superfici e nel rinnovo degli ambienti. Ciò che avvalora la sua unicità, oltre ad un indiscutibile valore funzionale, è la sua estetica. Questo prodotto, qualsiasi sia il suo impiego, riesce sempre a dare prova della sua versatilità e consente la realizzazione di vere e proprie opere d’arte.
Scegliere un pavimento in resina, una parete in resina, o anche solo scegliere di rivestire con la resina alcuni elementi d’arredo, contribuisce e dare un tocco di modernità all’ambiente in cui viviamo.
In precedenza abbiamo approfondito le tipologie di pavimento in resina che si possono realizzare. Questa volta, però, vorremmo scendere nel dettaglio delle superfici verticali e approfondire la bellezza di una parete in resina.
Oltre le semplici pareti in resina bianca, le texture che possono essere ricreate su rivestimenti a pareti sono molteplici, tutte diverse tra loro e tutte di estrema valenza pratica ed estetica. Se stai pensando di rinnovare le pareti di qualche stanza della sua casa, siamo qui per darti informazioni e spunti utili ad ottimizzare gli spazi in cui vivi. Un rivestimento in resina è una scelta estremamente intelligente sia in termini di performance tecniche che di performance estetiche.
Texture Materica. Questa tipologia di resina spatolata si presenta con diverse grane che ricreano un effetto materico. Il “gesto” della spatola utilizzata per la stesura è volutamente accentuato e il gioco di cromie riesce a materializzare l’artigianalità del prodotto.
Texture Nuvolata. La resina spatolata nuvolata , rispetto alla precedente, non ricrea un effetto materico, fa leva, però, su giochi di ombre e colori sfumati dando vita ad un progetto armonico, raffinato e delicato.

Texture Flat. La resina spatolata flat è liscia. Il suo compito è quello di rendere protagonista il colore, senza nessuna ombra e nessun effetto materico. La scelta di questo tipo di rivestimento è perfetto in per tutti quegli ambienti in cui il vero protagonista è la cromia.

Texture Decorative. La resina decorativa è perfetta se dare sfogo alla fantasia. Il suo utilizzo permette di intervenire con tecniche miste. Si può, infatti, lavorare con l’applicazione di ossidi in polvere opportunamente dispersi in resine poliuretaniche, per esempio, ricreando effetti marmo o 3D.

L’utilizzo di tutte le tecniche sopra descritte è perfetto per rivestimenti e elementi di arredo. Si tratta di una soluzione ideale per pareti in resina in bagno, cucina, madie e qualsiasi altro arredo a cui dare un tocco di personalizzazione.
Uno dei vantaggi più importanti che offre un rivestimento in resina è quello di rivestire direttamente le piastrelle esistenti con uno strato di soli 3mm e esistenze eccezionali, abbattendo i costi per lo smaltimento dei rifiuti. Il restyling ordinario, infatti, prevede operazioni invasive come le demolizioni e , quindi, smaltimento e conseguente disagio in termini economici, logistici e ambientali.
Con la scelta di rivestire le pareti in resina le possibilità sono infinite sia sotto l’aspetto funzionale che estetico. Scegliere un rivestimento in resina permette di scegliere di avere delle pareti totalmente bianche e continue oppure decorative. La sua resistenza è idonea alla funzione e garantisce tenuta all’umidità che viene prodotta dalla condensa, garantisce impermeabilità e permette di non rinunciare a gusto ed estetica. Anche in questo caso la scelta delle finiture è nelle tue mani, può variare da total matte al total gloss. E tu quale scegli?

Il mondo dell’interior design ha avviato da tempo un processo di profondo mutamento puntando tutto sull’innovazione. Sperimentare nuovi materiali ha consentito di reinventare il concept abitativo con soluzioni funzionali ma altamente impattanti in termini di estetica. È in questo contesto che si collocano i molteplici utilizzi domestici della resina, precedente delegata solo all’impiego industriale.
Il trionfo dei pavimenti in resina è stato sancito dalla sua capacità di rinnovare in tempi brevi e con costi contenuti superfici e pavimenti. Scegliere la resina significa rinnovare senza ricorrere ad importanti opere di demolizione. Continuità, spessore minimo e versatilità sono le parole chiave che convalidano il suo successo. Scopriamo insieme perché la resina è perfetta per rinnovare il tuo ambiente domestico.
Se stai pensando di rinnovare casa e non sai da dove iniziare, scegli un pavimento in resina, materiale particolarmente eclettico e capace di sposare prestazioni di livello e risultati di design.
Alcune immagini di pavimenti in resina realizzati da noi.





